Grazie, le faremo sapere.
andare ai colloqui è diventato il mio nuovo sport questo mese. Solo in 2 settimane ho fatto 5 colloqui.
Il tutto si svolge quasi sempre nel seguente iter: Leggo l'annuncio, mi segno all'offerta/mando la mail, e dopo 1settimana/qualche giorno vengo contattata per il famoso "colloquio conoscitivo"
E poi inizia il teatrino. Mi presento ne luoghi più reconditi e sperduti di Firenze. Mi presento io, splendida come il sole accompagnata dal mio bravo e fido portfolio (che ora, dopo 5 colloqui, ha subito un pò).
Il tipo di turno mi fa accomodare, prende il curriculum in mano e comincia a decantarmi le lodi.. Che so far questo, quello, che accidenti, pure certificazioni, e bla bla (grazie, che cosa so fare lo so pure io).. Insomma, pare che siano sempre tutti così ben felici, che mi vorrebbero quasi adottare come figlia.
Poi il tipo di turno inizia a decantare le sue di lodi: che la loro azienda è leader nel settore __________ (compilate voi il settore) che è operante in tutto il territorio nazionale, che vanta un organico degno di nota, che ha una foto dove berluconi gli regala un pele di pube.. Insomma loro sono il top.
Già al secondo colloquio, non mi fidavo più. E quanti leader nel settore esistono? Comunque, essendo una brava bugiarda, simulo sempre una certa attenzione e ammirazione per l'azienda "leader" di turno.
Il tipo, comincia dunque a espormi la figura che cerca, e che io rientro stupendamente in quella figura, anche qualcosa di più (alcuni dicono anche che mi farebbero risparmiare l'assunzione del web designer, altri quella del fotografo).
E poi, iniziano i dolori. Iniziano esattamente quando si parla di compenso. Sì perchè appena sanno la cifra che guadagno (che credemi, è pari a quella di un commesso sottopagato, non guadagno cifrone, anzi voglio cambiare lavoro ANCHE per questo)l'esaminatore comincia a balbettare.
L'occhio rotea a destra e a sinistra, in cerca di un insperato aiuto che non può venire, perchè siamo soli.
Le parole gli escono confuse balbettando, le mani cominciano a torcersi, prende in mano i foglio del mio CV, si sistema sulla sedia per cercar di prendere tempo, e comincia tra un imbarazzo e l'altro a spiegarmi che non erano le cifre a cui pensavano, che molti hanno cominciato 20 anni fa con uno stipendio di 750 euro (certo perchè 1.450.000 lire all'epoca erano tanti), che non possono fare eccezioni, ma che magari, tra un anno o due, forse un aumento, se tutto va bene...
Eccoci! Non si batte chiodo dunque, Laura. Eh, ma siccome non voglio smuovermi, non batto ciglio alle confuse spiegazioni, e torno a dire la cifra minima. I tempi di stipendi da fame, li voglio considerare chiusi. E così, non sono più la loro migliore amica, non sono più la figura che cercano, e non credo che mi adotteranno più nella loro famigliola.
Il tipo di turno raccoglie il mio curriculum, sorride e dice: "va bene, mi consulto e Le faremo sapere" che tradotto in termini di chi cerca lavoro significa "arrivederci, non la contatteremo più, lei è troppo cara".
Cara? e va beh...